Allenamento funzionale: just my 2 cents…

La parola funzionale è ormai sulla bocca di chiunque metta piede in palestra e conosca un minimo l’ambiente dei pesi che lo circonda, le sue mode, i suoi miti e soprattutto le sue leggende. 
Nel pantheon delle leggende del mondo dei pesi, al momento, c’è lui, l’allenamento funzionale. Ma che cos’è l’allenamento funzionale? 

Faccio due piccole premesse. La prima è che è da un pò che volevo scrivere qualcosa sull’allenamento funzionale, dato che è una metodica a cui mi sto avvicinando e che sto cercando di capire.
La seconda è che oggi sono fottutamente polemico, perciò mettiamo bene in chiaro che queste sono le mie semplici opinioni,
just my 2 cents….

Come faccio spesso, ho scritto l’argomento del mio post su google, per vedere di norma cosa si dice per scrivere qualcosa di un pò diverso dal solito e soprattutto per raccogliere fonti e non scrivere boiate. In questo caso, ci vuole molto poco a scrivere qualcosa di diverso sul funzionale. Scrivete “allenamento funzionale” su google, ecco le migliori citazioni che lo descrivono. 
 

“L’allenamento funzionale e lo sviluppo della forza funzionale sono il futuro dell’allenamento e del potenziamento muscolare e sono i metodi più all’avanguardia”
“Siamo un corpo solo e come tale dobbiamo riappropriarci dei nostri movimenti naturali, quelli che da bambino ci permettevano di cadere e di rialzarci velocemente senza pensare a quello che facevamo

L’allenamento funzionale veniva usato originariamente in campo riabilitativo, con lo scopo di permettere ai pazienti di riappropriarsi dei movimenti quotidiani dopo un infortunio o un’operazione”
“L’obiettivo principale di questo genere di ginnastica è quello di fare in modo che il nostro corpo diventi più agile e funzionale nel mettere in atto tutte le operazioni e i movimenti che compiamo nel corso della vita quotidiana.”
Scopo è quello di migliorare tutte le qualità fisiche”

Da queste citazioni si deduce  che l’allenamento funzionale sia qualcosa di diverso dal classico bodybuilding, non mira ad esasperare l’ipertrofia muscolare (fosse facile…), ma mira a potenziare il corpo umano nelle normali attività quotidiane. Fantastico, no? Ed ecco che spuntano anelli, corde, funi, mazze…

L’ho premesso all’inizio eh, oggi sono polemico, aggiungiamoci anche un pò “basso” con i toni.
Guardiamo le immagini qui sotto, non posso che domandarmi: ma quando cazzo mai mi ritrovo a far star roba nelle attività quotidiane? Vi prego, fatemi notare se sono io quello strano, che durante il giorno per qualche strano motivo non si ritrova imbrigliato in una giungla di cavi.

Oppure che non si ritrova a testa in giù con i piedi su una swiss ball

O che si mette a fare slanci in mezzo alla strada
oppure la mie preferite! Dai, almeno una volta al giorno io mi ritrovo su una pedana propriocettiva cercando di imitare superman o su un fianco a sostenere un peso sopra la testa, voi no? Certo che siete strani, lasciatevelo dire… io lo faccio continuamente.

Tutto questo è funzionalissimo, no? Cosa non quadra allora con le definizioni iniziali? Per prima cosa direi che manca totalmente un comparto culturale. Come dice Andrea Biasci nel suo ultimo articolo l’ultimo esercizio qui proposto è talmente funzionale che pone i legamenti la spalla su cui ci si appoggia sotto uno stress assurdo.

C’è poi un’ulteriore considerazione, quella basilare: come potenziare i movimenti naturali?
Ultimamente anche Ian King è un pò uscito di testa, affermando cose del tipo che dato che nessuno ha mai visto un giocatore di basket sollevare un pallone da terra o un genitore sollevare un figlio o un anziano artritico sollevare qualcosa con la schiena piatta, allora sollevare con la schiena curva è un movimento naturale e sicuro. Ottimo! Come si allena allora questa funzionalità? Sollevando pesi a schiena curva, tutti a fare Atlas Stone allora:

Guardate com’è bella curva la schiena dell’atleta in foto, sarà funzionalissimo. Direi quasi che più funzionale di così si muore.

Il concetto di “allenamento funzionale” è stato frainteso talmente tanto che nell’immaginario collettivo ormai “funzionale” è fare movimento assurdi, con leve svantaggiosissime, con tecniche inesistenti e zero programmazione.


Cosa è funzionale? 

Quello che dovrebbe essere realmente funzionale è la conoscenza del corpo umano.
E’ inutile citare presunti movimenti naturali di tutti i giorni senza sapere cosa comporta effetturali con sovraccarico. Ian King ha ragione.. qualcuno di noi solleva mai le cose cadute a terra con schiena piatta? No, però c’è un particolare: a nessuno cade a terra un bilanciere con 150kg.
Al contrario, sapere effettuare uno stacco da terra in modo ottimale permette di saper poi traslare la capacità di tenere la schiena tesa e compatta in tutte le altre attività, compreso il sollevare massi da terra facendo Atlas Stone o tirar su pacchi pesanti.
Sapere che addurre e abbassare le spalle nella panca piana permette un maggior spazio di movimento all’omero evitando l’impingement permette di traslare questo set-up su ogni altro esercizio o attività che necessiti di un settaggio accurato delle spalle: squat, lento avanti, trazioni, piegamenti a terra, sollevare una cassa in alto su un mobile o giocare con i miei cugini di 7 anni sollevandoli in aria.

Fare cazzate con attrezzi improbabili non è funzionale, gli attrezzi da utilizzare sono solo un mezzo a cui occorre approcciarsi in modo intelligente: alla base di tutto deve esserci la conoscenza del corpo umano e dei suoi principi.
La foto qui sopra mostra i resti del tempio dell’oracolo di Delfi, la frase che era scritta alla sua entrata è leggendaria: “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei“.
Per l’ennesima volta citerò Andrea Biasci e una sua frase che m’è rimasta impressa, lapidaria nella sua semplicità:

“L’essenziale, non è quello che utilizzate, l’essenziale siete voi. Se voi sapete come muovervi, sapete poi utilizzare tutto. Capisci te stesso per riuscire a capire l’allenamento che stai facendo”.

Non importa quello che avete a disposizione, c’è chi ha i kettlebell, c’è chi il bilanciere, c’è chi il corpo libero, c’è chi pietre, mazze e sacche, l’importante è porsi degli obiettivi con questa attrezzatura e cercare di raggiungerli programmando nel modo corretto, rispettando il nostro corpo e le sue vere funzionalità.

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