Back to Basics: i piani di movimento

Ultimamente sembra che la cultura sia qualcosa di sopravvalutato, qualcosa che viene dopo, qualcosa di secondario, il che lo reputo abbastanza aberrante. Ma il mondo delle palestre è sempre stato così, basta un mese di palestra e tutti si sentono in grado di darti consigli, basta essere un pò grossi e tutti si sentono dispensatori di consigli, amplifichiamo poi la cosa con un pizzico di doping e un sano scopo di marketing ed abbiamo lui: il guru.

Il problema è che la cultura non credo proprio sia qualcosa da sopravvalutare, può esserlo per il praticone che magna e spinge, ma c’è un piccolo particolare che nessuno considera mai: prima che i muscoli si muovono articolazioni. Anzi, mi correggo, molti lo considerano eccome sparando affermazioni inquietanti del tipo “l’esercizio è poco rischioso, poco rischio, poco risultato”. Il magico mondo del fitness è un continuo regalare sorprese.

Proprio perché giudico tutto questo una grandissima pu**anata, così come semplicemente stupido tutti quelli che pensano prima ai muscoli e alla “massa” e poi alle articolazioni, ho deciso di ricominciare da zero con questo mio “Back to Basics”.

Slogan base di questo mio BtB sarà una citazione di IronPaolo, di tutti i suoi articoli che ho letto questa per me rimane LA citazione, il riassunto di un libro di 700 e passa pagine che mostra perché si debba conoscere il corpo umano:

“Il problema di queste affermazioni derivano sempre dal retrocranio marcio del palestrato che interpreta qualsiasi movimento come utile/non utile “per la massa”, smembrandolo nei singoli muscoli che vengono utilizzati e perdendo completamente di vista… il movimento nel suo insieme, come sinergia coordinata di leve biomeccaniche che agiscono secondo le solite leggi della Fisica“.

Ne approfitto poi per ringraziare Joaquin, di cui avete letto il precedente articolo, che mi ha regalato (anche se io dico prestato) questo bel libro:

che insieme ad altri mi permetterà di scrivere una marea di articoli per questa nuova “categoria” del mio blog.

Partiamo quindi dallo zero assoluto, dal movimento umano e i piani su cui esso si svolge.

I PIANI DI MOVIMENTO DEL CORPO UMANO

In Anatomia si divide il corpo in piano sagittale, frontale e laterale.

Il piano sagittale: divide il corpo in una parte destra e sinistra. E’ il piano in cui vengono eseguiti i movimenti visti di profilo. Un movimento sul piano saggitale che porta una zona del corpo avanti rispetto alla posizione anatomica si chiama flessione, un movimento che invece porta una zona del corpo indietro si chiama estensione.

Il piano frontale: divide il corpo in una parte anteriore e in una posteriore, è il piano in cui vengono eseguiti i movimenti visti di fronte. Un movimento sul piano frontale che porta una regione del corpo verso la linea mediana del corpo è chiamato adduzione, si chiama adbuzione invece il movimento che porta una regione del corpo lontano da questa linea.

Il piano trasversale: il piano trasverale divide il corpo in parte superiore e inferiore. Su questo piano avvengono i movimenti visti dall’alto e dal basso, il movimento su questo piano che porta una parte del corpo in fuori si chiama rotazione esterna, si chiama invece rotazione interna il movimento che porta una parte del corpo verso l’interno. Ne è un esempio la supinazione e la pronazione dell’avambraccio.

TERMINI BASE DELL’ANATOMIA:

Aggiungiamo, per completezza, i vari termini base usati nell’anatomia generale.

Interno: che guarda o è situato in prossimità della lina mediana del corpo
Esterno: che guarda dall’altra parte o è situato lontano dalla linea mediana del corpo

Prossimale: in prossimità del centro del corpo
Distale: lontano dal centro del corpo

Frontale/anteriore: che guarda o è situato davanti
Dorsale/posteriore: che guarda o è situato dietro

Superiore: situato nella parte superiore del corpo
Inferiore: situato nella parte inferiore del corpo

Superficiale: in prossimità della superficie esterna
Profondo: in prossimità della superficie interna

Mediano: situato nella linea mediana del corpo

Ora abbiamo messo la base della base, il cammino per quello che intendo fare è ancora lungo, incredibilmente lungo. It’s a long way to the top…

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