Back to Basics II: ossa, scheletro e articolazioni

Prima di parlare dei muscoli si deve, obbligatoriamente, parlare dello scheletro umano: la base del corpo. Ovviamente, come facilmente intuibile, la trattazione riguardo le ossa sarebbe moto più lunga e complessa, ma non vedo utile soffermarcisi troppo a lungo, è solo un’infarinatura generale per far comprendere la complessità dell’argomento.

Lo scheletro è definito come un’armatura mobile i cui elementi (le ossa) funzionano da leve per la trazione dei muscoli. Le ossa si dividono in base alla loro forma principale: lunghe, corte, piatte, irregolari e rotonde.

  • ossa lunghe: più larghe che lunghe, si trovano in tutto il corpo (femore, omero etc..)
  • ossa brevi: hanno una lunghezza e larghezza simile (le ossa della mano)
  • ossa piatte: di altezza limitata e di superficie estesa (scapola)
  • ossa irregolari: non hanno una forma ben definitiva (vertebre)
  • ossa rotonde: di forma circolare (la rotula)

Le funzioni delle ossa sono le più svariate. Vi sono infatti:

  • le “semplici” funzioni meccaniche e di supporto, che permettono il movimento
  • le funzioni protettive degli organi interni, pensate al cranio che protegge il cervello e alle costole che proteggono cuore e polmoni
  • lo scheletro produce le cellule del sangue, nel feto tutte le ossa hanno il midollo rosso che permette di produrre globuli bianchi e rossi, mentre negli adulti solo alcune osse hanno questa funzione
  • la funzione di riserva, in quanto le ossa sono una riserva di calcio, fosforo e persino di acidi grassi
  • detossificazione
  • mantenimento dell’equilibirio acido-base
  • secrezione endocrina.

ANATOMIA DELLE OSSA

I componenti delle ossa sono sia minerali (2/3 circa), i quali conferiscono rigidità, ma anche organici, che conferiscono elasticità. Entrambe le componenti sono essenziali per la solidità dell’osso, in modo che non sia né troppo fragile, né troppo deformabile.

Come abbiamo visto, le ossa sono classificate in base alla forma e alla dimensione, le ossa lunga di solito sono quelle che vengono prese ad esempio per le descrizioni anatomiche. Con il termine epifisi ci si riferisce alle estremità, diafisi quando si parla del corpo centrale. La diafisi  è un tubo vuoto che contiene un midollo giallo (rosso nei più giovani), ricco di tessuto adiposo. L’osso è poi ricoperto da una membrana, il periostio.

Le ossa sono composte da tessuto vivo, possono cresere e ripararsi e in questi procedimenti sono coinvolte numerose cellule differenti.

  • osteoprogenitrici, cellule neutrali che durante la crescita dell’osso proliferano si trasformano nelle cellule osteogeniche o osteoblasti.
  • osteblasti, la cui funzione è quella di produrre la matrice organica del tessuto osseo
  • osteociti, un ex-osteoblasto, il quale dopo aver prodotto la matrice ossea rimane intrappolato nella lacuna ossea, può riattivarsi in caso di trauma o frattura ossea
  • osteoclasti, responsabili della disgregazione di matrice ossea

Questo tanto per dire come le ossa siano incredibilmente più complesse di quanto non si posssa credere, andare a riproporre come le ossa nascano, crescano e si riparino lo trovo sia complesso, sia superfluo, più avanti però tratterò gli effetti dell’allenamento sulle ossa e gli altri tessuti corporei.

Prima di passare oltre riporto un’ultima nozione, ovvero la divisione in scheletro assile (bianco) e appendicolare (azzurro):

LE ARTICOLAZIONI

Quando due parti ossee entrano in contatto ed hanno una forma tale da giustapporsi l’una sull’altra o di muoversi l’una sull’altra danno origine ad un’articolazione, unita da tessuto connettivo. Le articolazioni si dividono a seconda del movimento che possono compiere:

  • articolazioni fibrose: inamovibili. Il tessuto connettivo unisce osso a osso (ad esempio il cranio)
  • articolazioni cartilaginee: sono leggermente mobili, legate da cartilagine (ad esempio le vertebre)
  • articolazioni sinoviali: libere di muoversi, in queste articolazioni le ossa non vengono in contatte le une con le altre.

E’ possibile anche trovare la divsione in: sinartrosi, anfiartrosi e diartrosi a seconda del range di movimento.

A seconda delle differenze di forma delle superfici articolari, le articolazioni sinoviali vengono divise in questo modo:

artrosi

1-enartrosi (anca, spalla)
2-condiloartrosi (articolazione omero-radiale)
3-a sella (le dita)
4-ginglimo angolare (gomito, tra gomito e ulna)
5-ginglimo laterale (radio e ulna)

L’ALLENAMENTO E LE OSSA

Come ho scritto sopra, le ossa non sono un semplice sostegno del corpo, ma hanno numerose funzioni, è facile pensare quindi che l’allenamento abbia effetto anche su di loro. Difatti, dato che la crescita muscolare e, in particolare, della forza, aumenta la tensione sulle ossa, è naturale che queste rispondano crescendo, in particolare aumentando la loro densità minerale (BMD = bone mineral density). L’attività fisica (oltre che una dieta adeguata, ma questa è un’altra storia) permette di aumentare il deposito di minerali nelle ossa. Al contrario, l’immobilità ha l’effetto contrario, così come sui muscoli, facendo diminuire la BMD. Uno studio ha dimostrato persino che giovani WL olimpici possedessero una BMD maggiore di soggetti adulti non allenati [4]

Questo, oltre che molto importante per l’allenamento, permette di prevenire poi l’insorgere dell’osteoporosi, in quanto “Più alto il picco raggiunto (di BMD) , più difficile sarà scendere fino al livello dell’osteoporosi”.[5]

Un motivo come quest’ultimo mi ha fatto capire quanto sia importante non soffermarsi solo ai muscoli per quanto riguarda l’allenamento, perché non esistono solo i muscoli e, soprattutto non esiste solo il presente. Allenarsi, per prima cosa, è salute.

BIBLIOGRAFIA:
[1] Anatomia Umana e Fisiologia Mcgraw-Hill
[2] Anatomia del movimento – Calais Germain
[3] wikipedia.it
[4] Bone mineral density in elite junior Olympic weightlifters; Conroy BP, Kraemer WJ, Maresh CM, Fleck SJ, Stone MH, Fry AC, Miller PD, Dalsky GP.
[5] lios, lega italiana osteoporosi

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