Una normalità forse dimenticata

Cone tutte le trovate commerciali che spopolano oggi giorno, è lungo l’elenco di ciò che è andato perduto, ciò che è andato dimenticato, ma nonostante questo negli anni è sempre rimasto qualcosa che può essere considerato una costante, indipendentemente dalle mode. Tutto ha origine da un insito bisogno dell’uomo, la necessità di mostrarsi il più forte, perché  la forza è un qualcosa di insito nella natura stessa dell’uomo.

Le più grandi storie del passato, di popoli che vivevano a quelli che ai tempi erano ai lati opposti della terra, parlano di prove di forza. I più grandi eroi e più grandi dei a cui gli uomini si ispiravano con miti e leggende avevano una forza straordinaria. L’uomo, fin dagli albori della civiltà, vede nella forza un mezzo per la grandezza.

Ne sono un esempio le 12 fatiche di Eracle, le vicende di Milo di Crotone, che fin da giovane si allenava a diventare sempre più forte sostenendo sulle spalle un bue, Atlante portava sulle spalle il peso del mondo (divenuto simbolo della cup of Titans), il dio Thor era l’unico che aveva la forza di sollevare il grande martello Mjiolnir, l’eroe Gilgamesh, re dei sumeri, aveva una forza leggendaria, il dio Egiziano Seth era il dio della forza bruta e della guerra, l’eroe biblico Sansone aveva una forza straordinaria concessa direttamente da Dio.

Le leggende sono ricche anche di cinture in grado di aumentare straordinariamente la forza, ne sono un esempio la cintura posseduta dal dio Thor, che ne raddoppiava la forza, la cintura della mitica regina Grimilde, che la rendeva invincibile e la cintura della regina delle Amazzoni, Ippolita.

In qualsiasi religione o cultura del passato si guardi, la forza aveva un ruolo centrale.

Atlastone

E’ nella natura stessa dell’uomo confrontarsi per scoprire chi sia il più forte. Tutta la Grecia si fermava al tempo delle Olimpiadi per permettere agli atleti di scendere in campo e confrontarsi tra loro e dimostrare davanti agli dei chi fossero i più forti in svariate forme di corsa e lotta.

Per trovare i primi giochi di forza vera e propria bisogna forse (sottolineo il forse perché ovviamente la ricerca storica di prove di forza non è proprio facile) andare nella Scozia del ‘700, dove quelli che erano semplici giochi sull’onda delle Olimpiadi si svilupparono in vere e proprie prove di forza, come il lancio di pietre (un rudimentale lancio del peso), il “caber toss”, che consisteva nel lancio di un grande tronco e molti altre prove di forza simili, come un lancio in aria di un sacco o un rudimentale lancio del martello. Le prove poi si evolvettero sempre di più, inserendo le prime atlas stone e con le prime prove di forza nello spostare grandi oggetti.

Con il tempo queste prsandowove di forza aumentarono, tanto che nel 1848 sotto la regina Vittoria ebbero luogo i Braemar Highland Games e alla sua corte cominciarono ad esibirsi i più forti uomini dell’epoca come circensi. Non bisogna dimenticare infatti che all’inizio gli strongman altro non erano che circensi che si esibivano in svariate prove di forze. Il più famoso fu forse Eugene Sandow, circense che si esibì in svariati paesi europei durante la fine dell’800.

Solo a fine dell’1800, nel 1896, il Weightlifting venne incluso alle Olimpiadi, ma le prove di forza erano ancora diverse da quelle attuali, in quanto si parlava anche di varie prove di forza con una mano. Solo nel 1928 vennero stabiliti i 3 canonici esercizi, poi divenuti due dal 1972. Il powerlifting, nel frattempo, nacque solamente nel 1950.

Ovviamente in tutto questo anche la cura del corpo ha avuto un’importanza non da poco. Le statue greche sono da sempre sinonimo di perfezione fisica e il culturismo deve le sue origini proprio a ciò che diede le origini al powerlifting e al weightlifting, cioè a quei circensi che andavano di città in città a mostrare i loro muscoli e la loro forza. Una considerazione personale: in un’epoca in cui le sostanze dopanti (e gli integratori) non esistevano nemmeno e certo non esistevano tutti i problemi sull’alimentazione che ci facciamo oggi, per esser grossi si doveva essere forti. Non esisteva il peso come mezzo o qualsiasi altra trovata commerciale. La forza era tutto.
Tutto ciò che facciamo ogni volta che ci alleniamo è nella natura molto più di qualsiasi altra cosa, è scritto nella nostra storia, nei nostri geni, nella nostra mente, la forza ha sempre ispirato l’uomo fin dai tempi più antichi.

Con il tempo però questa normalità è andata dimenticata, a tal proposito cito “Il dialogo della morte e la moda”, di Leopardi, che più che mai si adatta a come si sono sviluppati eventi:

“A poco per volta, ma il più in questi ultimi tempi, io per favorirti ho mandato in disuso e in dimenticanza le fatiche e gli esercizi che giovano al ben essere corporale, e introdottone o recato in pregio innumerabili che abbattono il corpo in mille modi e scorciano la vita”.

Fantateorie sull’allenamento, diete senza il minimo senso, strambe teorie commerciali che cercano di vendervi oggetti di cui non avete il minimo bisogno, ma che vi fanno credere essenziali, tutto ciò sta cercando lentamente di distruggere ciò che è sermpre stato nella natura dell’uomo, l’allenamento della forza. Negli ultimi anni, nell’era dell’informazione, c’è stata in realtà solo una grandissima ed infinita disinformazione riguarda l’allenamento, si è dimenticato tutto ciò che è importante a favore di ciò che è commerciale, quando la realtà è che per guardare avanti, dobbiamo obbligatoriamente guardare indietro. Tutto ciò che è importante nel mondo dell’allenamento è forse già stato totalmente scoperto dai giganti della pesistica intorno agli anni ’50: Roman, Luchkin, Medveyev, Sokolov, Lukashev e molti altri.
Non a caso le palestre dove andate “sono affollate di tizi che cercano di sembrare uomini, come se essere un uomo equivalesse ad avere l’aspetto che ha in mente uno scultore o un pubblicitario”.

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