Il magico mondo dei Grippers – di Giorgio Giannico

Il 18 settembre 2015 con Mattia Crispino decidemmo di creare un gruppo tutto per noi, per condividere lì progressi, dubbi, stranezze del mondo del grip training senza dover “sporcare” le bacheche altrui con i nostri profili di Facebook. Così partimmo timidamente con il gruppo Grip & Bend Italian Fanatics che, per nostra grande sorpresa, riscosse un crescente interesse sin da subito! Il contagio è stato veloce ed endemico. Una delle vittime più gravi e probabilmente inguaribili è stato Alessio Ferlito, che tra l’altro ha voluto scrivessimo sul suo importante sito Prudvangar- La terra della forza, dandoci fiducia e visibilità. Questo ha fatto si che incrementassero velocemente le iscrizioni presso GBIF (Grip & Bend Italian Fanatics). Quindi il merito della nostra veloce crescita è attribuibile anche ad Alessio!
Fatta questa doverosa premessa ci immergiamo in un argomento che è l’emblema rappresentativo del grip training, i grippers! Pochissimi conoscono il mondo dell’allenamento della presa, la moltitudine di prove, di tecniche, di attrezzature che si cela dietro questa piccola finestra attraverso la quale pochi si soffermano ad osservare. Ma oggi, chi non ha mai visto un gripper? Sono rare le persone che non vi si siano imbattute. Il problema è che pochissimi avranno avuto modo di imbattersi in grippers di qualità.

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I grippers raffigurati nella foto precedente mostrano la tipica molla commerciale, esile ed economica, con al massimo la versione “soft” e quella “hard”, con le quali si possono sfiorare le 100 ripetizioni senza troppi problemi. Se dovessimo acquistarle per i nostri bambini o per qualche nonnino in fase di ripresa, a seguito di una frattura della mano, allora faranno bene il loro lavoro. Se ad interessarci invece è il rafforzamento della nostra mano, la potenza di chiusura e la performance di questo gesto, bene, allora la nostra ricerca deve spostarsi altrove!
Un gripper che si rispetti è integralmente in metallo, con manici antiscivolo e molle che hanno una gamma che varia di tensione elastica, con tensioni leggere sino a quelle durissime, che si adattano quindi alle capacità dell’individuo che le utilizza. I gripper hanno una vecchia storia, ma quelli in metallo di qualità, rifiniti e tarati sono stati lanciati sul mercato dalla Ironmind con il nome di Captains of crushing nell’estate del 1990. Messi in commercio inizialmente con una gamma da tre tensioni, misurate in libbre, riferite al peso necessario per chiudere le rispettive molle. La gamma era formata dai C.O.C #1, #2, #3, rispettivamente 140 lb (63kg), 195 lb (88kg) e 280 lb (127kg).

 

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Captains of crush hand gripper - foto by captainsofcrush.ru

Successivamente Ironmind ha aumentato la gamma arrivando oggi ad 11 livelli di tensione, che vanno da 60 lb (27 kg) sino a 365 lb (165 kg per la C.o.C. #4). La comparsa di questi gripper sul mercato Americano, ha da subito catturato l’attenzione dei veri appassionati della forza pura, i quali hanno cominciato a testare questi prodotti, e molti restavano esterrefatti davanti alla durezza di molle come la C.o.C.#3. Così nascevano le prime sfide e quindi le prime imprese apparentemente impossibili, che hanno condotto Ironmind verso una certificazione documentata, che dichiarasse su carta la capacità di colui che avrebbe chiuso in maniera ufficiale (con tanto di arbitro e diploma) le molle più ostiche di tutte, partendo proprio dalla numero 3# di 280 lb (127 kg). Fu così che nel 1991 il primo a certificare una C.o.C. #3 fu l’ormai mitologico, Richard Sorin, oggi produttore di articoli per il grip training e non solo, a cui fecero seguito pochi altri, come il grande John Brookfield. Questo per i primi anni, ma dal 2000 in poi la passione si diffuse a livello mondiale. I cacciatori di certificazione aumentarono, persino noi italiani possiamo vantare la presenza in lista del nostro connazionale Simone Vincenzi, che nel 2003 scalò il suo piccolo Everest nel mondo del gripper.
Per le certificazioni dei gripper #3.5 e #4 si comincia a parlare di livelli non alla portata di tutti, in quanto queste molle hanno tensioni inimmaginabili! Pensate che ad oggi solo 5 persone al mondo sono riuscite nell’impresa di chiudere ufficialmente il gripper numero #4! Oggi ancor più difficile con i nuovi regolamenti più restrittivi. Difatti la caratteristica della certificazioni Ironmind è data dall’obbligo di passare una speciale carta in plastica rigida, fedele copia di una qualsiasi carta di credito, attraverso i due manici del gripper, prima di procedere alla chiusura. Questa operazione deve essere svolta sotto gli occhi di un arbitro scelto da Ironmind.

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Shedrick "Tex" Henderson certifica sotto gli attenti occhi di Richard Sorin (a sinistra) e Jedd Johnson (a destra).

Ovviamente la concorrenza non ha tardato nel farsi sentire e ben presto le case produttrici di gripper di qualità sono aumentate, per la felicità degli appassionati. C’è da dire che ogni gripper è un oggetto a sé, e quindi una molla da 150 libbre di una casa produttrice non sarà mai simile ad un’altra, questo per questioni costruttive legate ai materiali ed alla loro lavorazione, che oltre a rendere differente i manici e la forma, doneranno tensioni differenti pur dichiarando uno stesso valore. Infatti le molle utilizzate per la produzione dei gripper vengono tarate (rated) con metodi che non sono specularmente uguali da produttore a produttore. Quindi l’utilizzatore finale potrà avvertire le differenze tra un gripper ed un altro semplicemente stringendolo nel proprio palmo.
Facciamo una carrellata dei più importanti produttori di gripper di qualità:
CoC – Ironmind Captains of Crush (le trovate su amazon: USA – IronMind Captains of Crush Grippers CoC No. 1.5 c. 167.5 lb 76kg – il gold standard di pinze)
HG – Heavy Grippers (un buon set con cui iniziare: Heavy Grips Beginner – Pinza Mano, argento, confezione da 3 pezzi)
BB – Beef Builder
RB – Robert Barbaran
GHP – Gillingham High Performance
Silvis
Animal Hunter
Python Grip
FBBC – Fat Bastard Barbell Co
MM – Mash Monster di Warren Tetting (ritiratasi dal mercato)
Atomgripz
Vulcan Hand Gripper (Davi Horne)

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In foto alcuni gripper tra quelli citati. Come potete vedere tutti, eccetto il Vulcan gripper, adottano la molla centrale che viene definita “torsion spring”, per la sua forma a spirale. Il vulcan invece adotta una molla lineare, con un sistema (aggiustabile) che permette una regolazione dello sforzo in base alla distanza dal perno, il quale fa da fulcro ai manici del gripper. Questo sistema permette di avere circa venticinque gripper in uno solo! La sensazione però che esercita il Vulcan sulla mano è differente dagli altri gripper, infatti lo strumento ideato da David Horne sembra richiedere un maggiore sforzo nella parte iniziale del movimento, a dispetto delle torsion spring che racchiudono la maggiore tensione a partire dalla posizione parallela dei manici sino al loro contatto, talvolta non si riesce a chiuderli proprio per pochi millimetri.
Più ingombrante, ma simile nel funzionamento è il Super Gripper della Ivanko, da parecchi anni sul mercato, anch’esso regolabile e di buona qualità. Non ha comunque riscosso grande favore dagli amanti del gripper, perché meno pratico nel settaggio e dalle generose dimensioni, con manici dall’apertura limitata e dalla superficie liscia. Resta comunque un valido strumento allenante.

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Un importante informazione da sapere è quella che i gripper vanno afferrati nel giusto verso, un manico specifico per il lato pollice e l’altro per le restanti dita. Come capire il giusto verso? Le GHP lo identificano con i solchi sui manici, ma basterà osservare la molla per capire subito il lato corretto. La parte con molla dritta andrà sempre dal lato del pollice. Osservate la seguente foto:

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Foto by gripboard.com

La tecnica

Per quanto possa sembrare semplice ed istintiva la chiusura di un gripper, dietro quel semplice gesto si nasconde un movimento che va ottimizzato il più possibile, grazie prima di tutto al corretto posizionamento del gripper all’interno della mano, questo viene definito nel gergo “setting”. Nel seguente collage di quattro foto, potrete vedere i momenti salienti che vanno dal setting alla chiusura. Si parte con il giusto posizionamento del gripper nella mano, riquadro numero 1, incastrandolo nell’incavo creato dal pollice (che va contratto in avanti) ed il manico, lato quattro dita, che dovrebbe finire all’altezza del mignolo. Nel riquadro numero 2 il momento più importante, l’aiuto dell’altra mano per spingere ed incastrare meglio il manico lato pollice ed accompagnare la chiusura per afferrare al meglio il secondo manico. Si passa al riquadro numero 3, la mano assistente si allontana e si procede alla chiusura, non semplicemente chiudendo le dita, ma cercando anche di spingere con la muscolatura del pollice come nel voler andare incontro alle quattro dita opposte. Strizzate energicamente!

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La ripetizione è considerata valida esclusivamente all’avvenuto tocco dei manici. Ovviamente se si vorranno documentare gli allenamenti con dei video, rendete sempre ben visibile la chiusura, meglio ancora utilizzando un set block o carta di credito (in caso di certificazione) prima di ogni singola chiusura.

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L’allenamento

Istintivamente, o per retaggi oramai presenti nella nostra testa, si tende ad associare al gripper un lavoro ad alte ripetizioni. Lo si afferra e si spinge ripetizione dopo ripetizione sino a quando la mano non è in grado di tenere la molla tra le dita. La realtà dei fatti è che i muscoli dell’avambraccio vanno allenati come tutti gli altri. Se è la forza che dobbiamo aumentare, allora dovremo lavorare con basse ripetizioni e più serie. Facciamo un esempio, tanto per intenderci. Ho tutta la linea Heavy Grip, ma non riesco a chiudere completamente la HG 250lb. Un lavoro che si potrebbe effettuare è:

Warm Up – Apertura e chiusura a vuoto della mano, rotazione dei polsi, leggerissimo stretching
HG 100lb 3×8
HG 150lb 2×6
HG 200lb 3×3
HG 250lb 1×1 (forzando la chiusura con l’altra mano)
HG 200lb 3×3 (molto esplosive e cattive!)
HG 250lb 1×1 (forzando la chiusura con l’altra mano)
HG 200lb 3×3 (molto esplosive e cattive!)
HG 150lb 2×8

Questo è giusto uno dei tanti schemi utilizzabili, l’importante è che poi si lavori sui volume ed intensità, non spingendosi sempre troppo al limite, ma inserendo anche sedute più leggere per favorire il recupero. Con il tempo potranno anche essere inserite delle negative per dare stimoli differenti. Lavorare con il gripper sottosopra, cioè mettendo la molla sotto e dando uno stimolo diverso alla stretta. Oppure inserire delle “straps hold”, cioè delle trattenute dove nel bel mezzo dei manici si applicano delle fasce con una resistenza appesa all’estremità. Questo farà in modo di dover stringere con più forza il gripper per non farsi sfuggire il peso dai manici. Ironmind ha recentemente inserito una prova con uno speciale straps alla sommità del quale si trova un piccolo trancio di metallo, simile ai manici di un gripper, ma più corto e somigliante ad una pallottola. Come resistenza viene applicata una piastra del peso di 2,5 kg e come gripper il tanto amato CoC #3. Vince chi trattiene il peso il maggior tempo possibile.

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Insomma, bisogna pianificare come per un serio allenamento con i pesi, creando stimoli, passando da fasi più leggere a fasi “da massimale” e dar sfogo alla propria personalizzazione dell’allenamento in base ai propri obiettivi.

Buona stretta a tutti!
Giorgio Giannico

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2 commenti

  1. Articolo interessante, vorrei chiedervi una informazione in merito, Volevo acquistare questo prodotto http://www.amazon.it/Heavy-Hand-Grip-lallenamento-resistenza/dp/B00R3H3PG4/ref=pd_cp_200_4?ie=UTF8&refRID=02S6P9R8QF63NP9RFA3W, ma ho un dubbio. Sino ad oggi ho usato sempre Grip che si vendono alla decathlon, quindi commerciali. Adesso vorrei passare a qualcosa di serio, ma secondo voi di quante lbs deve essere ? 100lbs nel mio caso vanno bene o aumento ?

    1. Inizia dall’hg 100 lb, 150 e 200 (Se li prendi insieme su amazon hai uno sconto). Visto che sei alle prime e che non ci son paragoni con quelle della decathlon, poi valuti e vedi: il 100lb è troppo facile? Ok, lo usi come riscaldamento. È duro e ancora non riesci a farci più di 8 o 10 rip (ma non credo, quasi lo chiude la mia fidanzata? Allora ti riscaldi con quelli della decathlon e poi passi al 100lb. Cmq secondo me devono esserci dei cicli in cui li alleni intorno alle 15-20 rip per stimolare anche le fibre rosse (nel braccio di ferro si fa così per poi via via avvicinarsi ai cicli di forza puri). Lo schema esempio di Giorgio è perfetto. Io chiudo senza problemi il 200 ma già qualcosina facevo per gli avambracci ma per ora non passo al 250, faccio coi 3 precedenti e nelle sedute pesanti alleno il 200 chiudendolo senza mignolo per 1 rep poi recupero(come suggerisce Giorgio di provare con 4 o 3 diti se diventa facile il suddetto ma non si riesce a chiudere il successivo). E poi sta a te variare gli stimoli. Io mi ci sono infognato son troppo belli, con l’articolo di giorgio (anche l’altro sulla presa) sei a cavallo!!!

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