In realtà realizzare una scheda è una cosa più semplice di quello che sembra, basta non invischiarsi in inutili problematiche senza senso.
CREARE UNA SCHEDA DI ALLENAMENTO PER LA MASSA
La chiave di una buona scheda: la divisione settimanale
Dorso
Gambe
Braccia
Allenamento B: Dorso-Tricipiti
Allenamento C: Gambe-Spalle
Scheda allenamento massa e scelta degli esercizi
a. Scelta di un esercizio fondamentale
b. Scelta di 1 o 2 esercizi multiarticolari
c. Scelta di un esercizio di isolamento, per sfinire completamente il muscolo e per ricercare un buon livello di pump.
Stabilire Set, ripetizioni e fibre muscolari
La chiave di questo discorso è la via di mezzo.
Le fibre rosse crescono con difficoltà, hanno un recupero rapido e sono le primi a “sparire” quando si tagliano via i carboidrati dalla dieta. Le fibre bianche invece sono quelle che si sviluppano maggiormente in massa e potenza, si mantengono meglio delle rosse e hanno poca resistenza.
Più semplice e chiaro di così credo sia impossibile. Però questa descrizione potrebbe portare a pensare: basta andarci di potenza per allenare le fibre bianche e di pump per le fibre rosse.
Invece non è così, questo perché ogni muscolo è composto da entrambe le fibre anche se a percentuali differenti. I tricipiti sono ricchi di fibre bianche (infatti si stancano subito) mentre i bicipiti sono composti in maggioranza da fibre rosse.
Ognuno di noi però ha percentuali differenti da quelle degli altri, solo con il tempo ciascuno potrà capire le proporzioni di fibre dei propri muscoli.
L’allenamento stimola la sezione traversa delle miofibrille (piccoli filamenti che compongono le fibre muscolari), la quale aumenta in modo del tutto proporzionale all’incremento della dimensione e del numero di fibre e per fare ciò vengono utilizzati carichi compresi tra il 70 ed il 90% del massimale.
Lavorando attraverso carichi che ci permettono di eseguire non più di 10 ripetizioni, si attivano i processi connessi alla sintesi proteica, la quale è essenziale per l’incremento della massa muscolare.
1) Esercizi di potenza (ripetizioni <6)
2) Esercizi lattacidi (ripetizioni tra 6 e 12)
3) Esercizi di Pump o di concentrazione (ripetizioni tra 8 e 20)
Esempi sono il 4×8, il 3×12, il 5×5, ma ci sono decine e decine di combinazioni possibili!Qui ci si può veramente sbizzarrire e vedo superfluo stare ad elencare set e ripetizioni, non è mai morto nessuno facendo un 4×12, così come con un 2×6, si può fare quello che si vuole l’importante è che tutto, nel complesso, segua una logica.
Scheda allenamento massa e tempi di recupero?
2’-3’ nei fondamentali
90’’-2’ nei multiarticolari
60’’-90’’ nei monoarticolari
30’’-60’’ nel pump
Non si dovrebbero naturalmente eccedere i 4’ in quanto si corre il rischio che il muscolo si raffreddi e perda concentrazione.
Perché i fondamentali andrebbero a basse ripetizioni?
FAQ:
Come si imposta una scheda massa o definizione?
L’unica peculiarietà di cui tener conto sarebbe quella di aumentare molto l’intensità durante gli allenamenti in regime di definizione, concentrandosi sui fondamentali e pochi complementari per riuscire a mantenere più forza possibile, dato l’ovvio calo di questa in un regime alimentare restrittivo, come quella da definizione.
Il volume e l’intensità di una scheda di massa, al contrario, sono totalmente personali.
Perché non posso allenarmi tutti i giorni?
Gli addominali?
La prima sostiene che gli addominali, in quanto muscoli scheletrici, così come tutti gli altri, vadano allenati alla stregua di questi, quindi un allenamento a settimana con sovraccarico.
La seconda invece afferma che gli addominali, in quanto sollecitati continuamente in ogni esercizio e in ogni attività umana, abbiano una capacità di recupero che permette loro di essere allenati più volte durante l’arco della settimana.
Quello che entrambi i pensieri condividono è che gli addominali vadano allenati con sovraccarico, i 3×300 addominali ogni giorno non servono a niente, comunque la pensiate. Trovate la vostra metodologia migliore, e seguitela! Provate con quale dei due modi vi trovate meglio, considerando però che sono la dieta e la genetica a mettere gli addominali in mostra, non i crunch.
Che peso devo usare?
1)si usa un peso con cui arrivare a cedimento nell’ultima ripetizione all’ultima serie (e qui ci vuole un minimo di esperienza per riuscire a trovare il peso ricercato)
2) si va a cedimento, il che implica che si avrà non più un 3×12 bensì un più probabile 12-10-8 (o qualcosa di simile). Quindi se c’è scritto un 3×12 è meglio usare l’opzione 1, il cedimento (secondo me) è da preferire nei piramidali.
3) si lascia buffer. Il che è preferibile in determinati lavori, come quelli che puntano sul volume negli schemi di forza o simili, anche se un pò di buffer in certi esercizi male non fa!
Che cos’è il buffer?
Esempio pratico–> faccio panca con 50kg, con questo peso posso completare 20 ripetizioni, ma ne concludo 12 allora il buffer è di 8.
Dopo quanto cambio una scheda massa?
Se invece non siamo tipi da viaggi mentali su larga scala allora si può tenere una scheda da un minimo di 3 settimane ad un massimo di 8, dipende da quanto una scheda piaccia e da quanto questa da risultati. Se una scheda ci fa schifo possiamo pure cambiarla dopo 3, se la amiamo alla follia è poco probabile che dopo 8 settimane ci darà le stesse sensazioni del primo mese, quindi è bene cambiarla.
Naturalmente cambiare non significa obbligatoriamente stravolgere! Se una scheda è “leggera” basterà intensificarla un pò, aumentarne il volume! Sostituire un esercizio in corso d’opera non è vietato, anzi consigliato se questo proprio non piace. Lo stesso si può fare dopo un mese. Basta fare delle piccole modifiche (passare da un 3×8 a un 4×6 o viceversa, invertire due esercizi con ripetizioni e seri, sostituire un esercizio) per poter avere una nuova scheda. Tutto dipende dai propri feedback.
APPENDICE A: esempi di splittaggi corretti con cui creare una scheda
Esempi di allenamento massa su 3 giorni
Gambe
Dorso-bicipiti
Gambe
Dorso-tricipiti
Gambe
Spalle-braccia
Gambe
Dorso-spalle
Dorso-bicipiti
Gambe-spalle
Gambe
Dorso-Spalle-tricipiti
Gambe
Dorso-Braccia
Dorso-Bicipiti-Femorali
Gambe-addome
Spalle-schiena (trazioni)-bicipiti
Esempi di allenamento massa su 4 giorni
Gambe
Dorso-bicipiti
Spalle
Spalle
Braccia
Gambe
Spalle-tricipiti
Bicipiti-addome
Dorso-bicipiti
Gambe
Spalle-tricipiti
Dorso
Gambe
Spalle-braccia
Dorso
Gambe
Braccia
Gambe
Dorso
Spalle-tricipiti
Gambe
Dorso
Spalle
SCEGLIERE GLI ESERCIZI
In questa sezione ho deciso di diviere gli esercizi in base, multiarticolari e di concentrazione/isolamento.Cosa sono gli esercizi base? Gli esercizi base sono quelli che una volta imparati permettono di eseguire tranquillamente gli altri in quanto coinvolgono in modo completo tutti i muscoli di una catena muscolare.
Cosa significa?
Significa che per avere una buona panca manubri, una buona panca stretta o una panca inclinata, bisogna saper fare una buona panca, perché il modello “base” (appunto) di spinta è data da questa. Idem per lo squat e lo stacco per tutti gli esercizi delle gambe, o le trazioni e i rematori con le varie lat machine e strambi aggeggi di remata.
A livello di stimolo poi… dipende! Per una persona un “base” può essere la panca manubri, persino le croci, ma prima di dire <<ah, per la mia struttura la panca/lo squat sotto il parallelo non va bene>>, imparate ad eseguirla bene.
GAMBE
-base
Squat
Stacchi
-multiarticolari
Affondi
Leg Press
Hack Squat
Mezzi stacchi (pin-pull)
Stacchi alla rumena
Stacchi gambe tese
-monoarticolari
Leg extension
Leg curl
Gluteus standing
-base
Trazioni
Rematore bilanciere
-multiarticolari
Pulley
Rematore manubrio
Pull-down lat machine
-monoarticolari
Pull-down braccia tese
-base
Panca piana
Dip alle parallele
-multiarticolari
Distensioni manubri
-monoarticolari
Croci (manubri/cavi)
Pullover
-base
Military Press/Lento avanti
-multiarticolari
Lento dietro
Lento manubri
Tirate al mento
Arnold press
-monoarticolari
Alzate frontali
Alzate laterali
Alzate laterali 90°
Curl bilanciere
Curl manubri
Curl di concentrazione
Curl alla Scott
Drag Curl
French press
Skull crasher
Panca presa stretta
Estensioni dietro nuca
Spinte in basso (barra/corda)
Questo spesso è un handicap paralizzante. Come cambiare una scheda? Il modo più semplice è usare un po’ ingegno e invertire quello che già c’è, il tutto basandoci sulle nostre esperienze.
Distensioni manubri su inclinata 3×8
Croci ai cavi 3×12
Distensioni man. Su piana 3×8
Croci ai cavi 3×12
Dip 3x max.
Distensioni man. Su piana 3×8
Croci ai cavi 3×12
Dip 4x max.
Distensioni man. Su piana 3×8
Croci ai cavi 4×12
Dip 3×6 (con sovraccarico)
Distensioni manubri su inclinata 3×8 JS Croci 3×12
1. Cambiare l’inclinazione della panca
2. Invertire set x rip. di alcuni esercizi
3. Sostituire un esercizio con una sua variante più complessa
4. Inserire tecniche di intensità (per medi e avanzati)
In realtà questi principi non sono stati inventati da Joe Weider, ma a lui sta il merito di averli catalogati e di aver dato loro un nome. Questi principi, comunque sia, sono i punti cardine dell’ideologia weideriana, la quale ha influenzato e completamente modificato l’idea di allenamento che vigeva prima della sua venuta, tanto che prima di questa i “pro”, quali Arnold ad esempio, utilizzavano l’approccio in multifrequenza.
1)Allenamento ciclico : alternare periodi ad alto volume ed intensità con altri a basso , occorre dedicare diversi periodi specifici alla forza, alla massa e alla definizione
2) Allenamento eclettico: utilizzare in ogni allenamento diversi esercizi, range di ripetizioni e set, inserendo multi e monoarticolari
3) Allenamento istintivo: basarsi sui risultati ottenuti e sulle proprie sensazioni per pianificare un proprio ed ottimale programma di allenamento
4) Confusione muscolare: cambiare spesso esercizi, set e ripetizioni per avere sempre qualcosa di nuovo in ogni wo.
5) Tensione continua: sia la fase positiva che la negativa devono essere controllate per stimolare al massimo le fibre muscolari.
6) Flushing: Allenare un gruppo muscolare prima di passare ad un altro
7) Allenamento olistico: si usano diversi range di ripetizioni per colpire al massimo ogni tipo di fibre
8) Allenamento specifico: detto anche di “isolamento”, si punti più possibile ad allenare il gruppo muscolare stabilito senza coinvolgere quelli vicini
9) Isotensione: tra una serie e l’altra contrarre i muscoli che si stanno allenando per migliorare la capacità di controllo muscolare
10) Priorità: si allena all’inizio del wo il gruppo muscolare più debole
11) Contrazione di picco: si concentra isometricamente lo sforzo durante la fase finale del movimento per aumentare la concentrazione muscolare
12) Sovraccarico progressivo: ogni sessione si dovrebbe puntare ad usare carichi maggiori
13) Allenamento piramidale: si parte da ripetizioni più alte fino a diminuirle sempre di più aumentando i carichi usati, o viceversa.
14) Superserie: si eseguono 2 esercizi uno dopo l’altro senza pausa di recupero
15) Serie triple: si eseguono 3 esercizi uno dopo l’altro senza pausa di recupero
16) Serie giganti: si eseguono 4 o più esercizi uno dopo l’altro senza pausa
di recupero
Spesso si chiede quali gruppi muscolari debbano riguardare, è solo questione di nomi! Il sapere di fare una serie doppia facendo panca piana + panca inclinata e una superserie facendo panca + trazioni non modifica il concetto alla base, perciò, niente problemi filologici durante l’allenamento!
19) Cheating: si bara (facendo rimbalzare il peso o utilizzando lo slancio del corpo) per riuscire ad eseguire qualche ripetizione aggiuntiva
20) Serie discendenti: dopo aver terminato le ripetizioni di una serie pesante si diminuisce rapidamente il carico e si continua il set fino a cedimento. Si diminuisce ancora il peso e si vada ancora avanti.
21) Ripetizioni forzate: con l’aiuto di uno spotter, ci si fa assistere nel superamento del punto morto per completare ancora qualche ripetizione aggiuntiva.
22) Negative: usando un carico superiore del 15-25% a quello che si usa normalmente, si abbassa il peso lentamente “lottando” con la forza di gravità, si esegua la positiva con l’aiuto di un compagno.
23) Ripetizioni parziali: si esegue solo una parte del movimento (inferiore, centrale, superiore)
24) Pre-affaticamento: si usi un monoarticolare per preaffaticare un muscolo prima di effettuare un multiarticolare.
25) Pause di riposo: si fanno brevi pause all’interno di una serie di un dato esercizio per riuscire a completare quante più ripetizioni possibili.
Lascia un commento