Noto che ultimamente la tendenza è quella di andare contro corrente, ogni tanto qualcuno se ne esce con qualcosa che va contro tutto quello che si presumeva di sapere, tirando fuori teorie innovative e capovolgendo le piramidi alimentari, spesso tanto basta a suscitare interesse. Tutto questo fa molto fico, fa molto “io esercito le mie scelte in base alle conoscenze più evolute”, e se qualcuno dice il contrario si vede che il poveretto è legato a concetti obsoleti… Viviamo in un’epoca in cui gli studi scientifici vengono sfornati a ritmo incessante, ci troviamo di fronte ad una mole di dati per cui ognuno di noi voglia sostenere “scientificamente” una propria idea, non faticherà molto a trovare studi su misura, per questo nel presente articolo baratterò volentieri la sfilata degli studi con il buon senso.
La ricetta della paleo diet è la seguente: prendiamo una teoria assurda, motiviamola con della pseudo scienza, aggiungiamo dettagli esaltanti quanto basta e abbiamo fornito all’utente medio un cocktail irresistibile. La chiamerò paleo e non evo perché non vorrei essere accusato di perseguitare il povero Cianti, simpaticissimo personaggio dalle stravaganti teorie, al quale ho risposto nel precedente articolo dal titolo appunto “in risposta a Giovanni Cianti”. In quell’articolo scrissi dettagliatamente di come i cereali non operarono un annichilimento dell’umanità, e di come non siano mai esistiti fantomatici culturisti preistorici, spiegando perché le basi paleo-antropologiche dell’evo diet non esistono. Nel presente elaborato vorrei ampliare il precedente, esponendo con semplici ragionamenti, l’insensatezza della paleo diet da un punto di vista energetico e salutistico, nonché l’insulto sotto il profilo intellettivo che essa rappresenta.
1. IL SUBSTRATO MIGLIORE?
Nel tempo libero oltre a cercare di fare il powerlifter e scrivere articoli denigratori mi piace pescare, ho notato che le trote stanno in corrente con la testa rivolta a monte, in attesa che il fluire dell’acqua porti loro del cibo, se qualcosa passa abbastanza distante, queste compiono una leggera rotazione per osservare e poi si rimettono in linea ad aspettare, quando qualcosa passa vicino salgono e lo mangiano molto più volentieri. Vi chiederete cosa ha a che fare questo con il metabolismo umano, il fatto è che in natura tutto tende all’equilibrio, ogni entità vivente cerca di procurarsi la maggior quantità di energia e con il minimo dispendio, e se l’hanno capito anche le trote…
Io non sono uno di quelli che vede nelle proteine il male, non vi dirò che i reni esploderanno e che il fegato marcirà, però non serve un genio per capire che la metabolizzazione delle proteine sovraccarica l’organismo.
Una delle ragioni per cui la paleo diet non ha senso (ed è addirittura deleteria nello sportivo), risiede nella scarsa capacità di
fornire energia senza esercitare uno stress metabolico significativo. Per rendersene conto basta guardare alcune caratteristiche dei macronutrienti.
Lipidi
- Presenti nell’organismo in forma di deposito
- Lenti
- Prodotti della metabolizzazione: CO2 e H2O
Zuccheri
- Presenti nell’organismo in forma di deposito
- 2.5 volte più veloci rispetto ai lipidi
- Prodotti della metabolizzazione: CO2 e H2O
Aminoacidi
- Non presenti in forma di deposito
- Veloci
- Prodotti della metabolizzazione: CO2 , H2O , NH3
Il nostro organismo funziona bene in condizioni di omeostasi, quindi di equilibrio, i turbamenti dell’omeostasi possono derivare da svariate cause, siano esse chimiche, fisiche o biologiche, la priorità dell’organismo è sempre quella di mantenere l’equilibrio,
e lo fa attraverso l’attuazione di meccanismi di compenso molto efficaci. Una delle ragioni per cui mangiare dosi eccessive di proteine è causa di affaticamento organico, risiede nella produzione di NH3 (ammoniaca) durante il loro metabolismo, l’ammoniaca è tossica e per non perturbare una serie di equilibri (di cui non parlerò per non annoiarvi), deve essere trasformata in NH4+ (ione ammonio) attraverso ciclo dell’urea. Il ciclo dell’urea è piuttosto laborioso, oltre a questo come fonte di ulteriore disturbo omeostatico si ha produzione di ioni H+. Ciò ci porta ad almeno tre considerazioni:
– Il mio organismo usa quello che gli fornisco, se mangio 1 Kg di carne al giorno e pochissimi carboidrati, prima di buttar via etti di proteine il metabolismo ci ricava quello che può, tra zuccheri (che non ho introdotto), e grasso come riserva energetica. Molti sembrano ignorarlo, forse volutamente, ma le proteine in eccesso fanno ingrassare e nemmeno poco! I grassi come fonte energetica possono essere interessanti se fate dell’aerobica, se invece pensate di fare squat mangiando bistecche di dinosauro beh … avete fatto male i conti. In definitiva ci sarà la metabolizzazione di una grande quantità di proteine.
– Se non avessi altro da mangiare che carne potrei vivere ugualmente (nel lungo termine sarebbe da vedere quanto bene), ma potendo scegliere i carboidrati, i quali posso essere stipati come riserva energetica, sono molto rapidi ed efficienti, non rilasciano prodotti tossici durante il metabolismo, perché non farlo? In definitiva i problemi ipotizzati dagli stessi fautori della paleo diet, riguardano un eccesso di zuccheri, quindi anche per i più attenti ai nefasti effetti dell’iperglicemia basterà regolarsi un minimo, è sempre più semplice che mangiare con un uomo delle caverne no?
– Il non percepire perturbazioni dell’omeostasi corporea non significa in senso assoluto che tutto va liscio come l’olio, l’organismo si da un gran da fare per mantenere equilibri delicatissimi ai quali attentiamo continuamente con le nostre stronzate da culturista.
2. IN NOME DELLA SCIENZA E IN NOME DEL BUON SENSO
Se dovete scegliere cosa mangiare per stare bene, è comprensibile, e in un certo senso lodevole la volontà di informarsi, se vi volete informare però cercate di farlo bene e con la massima neutralità. Immaginate di commissionare una ricerca sulla salubrità delle diete ad alto contenuto di proteine animali a tre persone: un body builder, un vegano, e una persona che non si è mai interessata di alimentazione. Il body builder probabilmente concluderà che queste diete sono le più salutari in assoluto, non solo, ma offriranno un protezione verso ogni male rendendovi superuomini. Il vegano concluderà che marcirete dall’interno e probabilmente a causa di mutazioni genetiche anche la vostra progenie soffrirà di mali indicibili. Il terzo ricercatore vi dirà di aver trovato moltissime informazioni contrastanti, riferirà che le proteine sono strutturalmente molto importanti per l’organismo, ma che un eccesso può causare problemi. Secondo voi chi fra questi tre si avvicina di più alla verità?
Non dico di aver fatto una revisione completa degli studi sulla relazione tra carne e tumori, sarei bugiardo, però mi sono fatto un’idea abbastanza chiara su un dato importante, dagli anni 70 a oggi esistono decine di studi scientifici, che evidenziano una relazione tra l’assunzione di proteine animali e l’aumento di tumori (in particolare del colon-retto). In questo senso una grande revisione di tali studi è stata fatta dal mitico Prof. Berrino.
Fate attenzione gente, non ha senso leggere riviste di fitness/body building e pensare di essere informati sugli studi scientifici, perché una rivista che riceve diversi soldi pubblicizzando integratori di proteine, difficilmente darà spazio a studi che suggeriscono di mangiarne meno se non volete rischiare un tumore. Se proprio volete fare i dotti e sostenere le vostre idee parlando di studi, ne esistono come accennavo decine da consultare, studi con la esse maiuscola, durati venti o trent’anni, e condotti su migliaia di persone. Abbiate la pazienza di tradurli, leggerli, interpretarli e poi potrete trarre le vostre conclusioni. Non fatevi vendere delle vere cazzate mascherate da scienza, o non sareste così diversi da chi mangia le merendine industriali credendo di fare una colazione equilibrata, con l’aggravante che credendo di aver fatto delle scelte scientificamente motivate sareste dei poveri idioti.
In tutto questo la mia personale conclusione è che prima di sfondarsi di carne ogni giorno c’è da pensarci più che bene.
3. QUELLA CARNE NON E’ CARNE
Se anche mangiare carne fosse sensato da un punto di vista salutare ed energetico, e partendo da alcuni assunti (i quali in realtà non sono per niente scontati), circa le quantità di carne di cui si cibavano i nostri progenitori, e il peso che questo abbia avuto nell’evoluzione biologica della specie umana, dobbiamo considerare un aspetto non da poco,la carne di un ruminante vissuto 30.000 anni fa e la carne che troviamo oggi al supermercato, si chiamano nello stesso modo, ma la differenza è la stessa che c’è tra una Ferrari 458 spider e una punto 1200. Talmente è ovvia questa affermazione che sembra quasi idiota, in realtà un minimo di considerazione la merita, infatti quando decidiamo di fare la paleo diet la carne dove la prendiamo? La cosa più vicina alla carne di “ruminante preistorico” che possiamo reperire oggi è carne di animali allevati al pascolo, perfetto, basta recarsi nel più vicino negozio di alimenti bio per poterla acquistare a circa 30 euro al Kg, quanti di voi possono spendere 900 euro al mese in carne?
Bene, ora vi dirò cosa succede in realtà, il 99.9% degli utenti si reca dal macellaio di fiducia, perplesso il malcapitato chiede carne buona, e il negoziante, (il quale difficilmente dirà di avere carne cattiva) garantirà che il prodotto è assolutamente genuino, vinte queste flebili riserve il nostro utente medio si da allo shopping di “paleo” bistecche, comprando carne di produzione industriale, appartenuta a un manzo, il quale in vita sua non ha mai visto l’erba, cresciuto a soia e mais OGM, bombardato di antibiotici, ormoni e chissà cos’altro per la sua breve e triste vita. In questa deliziosa carne sarei proprio curioso di vedere quanti dei preziosi nutrienti, paventati dalla paleo dietpotremmo trovare, sono pronto a scommettere che troveremmo una discreta quantità di Omega-6 (derivati dalla nutrizione a base di cereali e soia), precursori di molecole implicate in diversi processi infiammatori e antagonisti degli Omega-3. Oltre a questo agli animali d’allevamento vengono somministrate massicce dosi di antibiotici.
Quasi nessuno è consapevole dei rischi sanitari derivanti dal mangiare carne contaminata con antibiotici, i rischi sono aumentati se si consuma carne mal cotta (o come direbbe qualche guru “appena scottata sulla piastra“), molti patogeni acquistano resistenza agli antibiotici e possono così essere passati all’uomo nella loro forma refrattaria alla terapia, sono alcuni esempi: Salmonella typhimurium e parathyphimurium; Campylobacter coli e jejuni; Escherichia coli; Staphylococcus aureus. Considerate oltre a questo che mediamente per la produzione di 1 Kg di carne sono impiegati 100 mg di antibiotico, il che significa per un uomo di corporatura robusta una media di 4 terapie antibiotiche all’anno. Questi dati ovviamente fanno riferimento all’utente medio, il quale mangia secondo le raccomandazioni carne due volte alla settimana, non per il paleo ingannato che si ingozza ogni giorno di bistecche antibiotiche. La carne non è più quella di una volta…
CONCLUSIONI
Mangiare può avere molti significati, culturali, sociali, gastronomici, entro certi limiti è il modo in cui possiamo operare manipolazioni della nostra composizione corporea, ma prima di tutto è procurarsi energia per vivere, basare la propria alimentazione sulle proteine animali non è il modo migliore per adempiere a questa primaria necessità. I dati di cui oggi disponiamo non sono legge, ma la loro quantità e la natura di ciò che ci viene da essi suggerito, rende ragionevole ritenere che mangiare in eccesso proteine animali non sia affatto salutare, e potenzialmente pericoloso per la salute. Dando per scontate conoscenze che non lo sono affatto, su cosa e quanto mangiassero ominini vissuti centinaia di migliaia di anni fa, e su come questo abbia influenzato la nostra evoluzione, sarebbe pura idiozia pensare di riprodurre in massa la stessa alimentazione oggi, e che questa sia accessibile per costi economici e ambientali.
Ragionate con la vostra testa, l’industria non ha mai avuto pietà degli imbecilli, e oggi meno che mai. A nessuno frega niente se vi sfasciate il metabolismo, vi beccate un tumore, o semplicemente spendete un sacco di soldi per risultati scadenti, l’importante è vedere libri, vendere i paleo spaghetti, vedere teorie assurde a chi è disposto a comprarle. Ho scritto questo articolo perché purtroppo c’è gente che mangia veramente 1 Kg di carne al giorno, pensando di aver ritrovato la sintonia con la natura umana perduta 12.000 anni fa. In questo articolo ho raccolto alcune considerazioni, che magari sono sbagliate in parte, che probabilmente non tutti condivideranno, in ogni caso sono frutto di un mio ragionamento, non prendete per buono ciò che avete letto ma fate altrettanto, e dubito che qualcuno giungerà
autonomamente alla conclusione che mangiare come un H. neanderthalensis sia la svolta che aspettavamo. Forse giungerete ad altre conclusioni, che giuste o sbagliate saranno sempre più vicine alla verità di certe cazzate.
Joaquin Lopez
Mi chiamo Joaquin Lopez, sono laureato in scienze infermieristiche presso la facoltà di medicina e chirurgia di Genova. Ho conseguito svariate specializzazioni relative all’area della medicina di emergenza, ho operato nei servizi di emergenza sanitaria e dal 2005 mi occupo anche di formare personale sanitario e tecnico alla cura delle emergenze traumatologiche . Sono appassionato di powerlifting e di materie scientifiche in generale, con particolare riguardo alle scienze della nutrizione e alla fisiologia.
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