Discorso di fine anno – “guardate nei vostri cuori e fate ciò che vi rende felici”

Non potevo lasciare che il 2017 se ne andasse senza scrivere le mie consuete due righe di fine anno.

E’ sempre estremamente difficile scrivere qualcosa senza scivolare eccessivamente nell’ovvio, voglio quindi stare ben lontano dalle tipiche e senza senso lamentele di fine anno su quanto sia stato brutto il 2017 e ancora di più voglio stare lontano dai buoni propositi per il nuovo anno.

Alla fine dei conti, capodanno non si tratta altro che di un momento, un tramonto seguito immediatamente da una nuova alba. Ed è proprio in quel momento, nel crepuscolo, che ci ritroviamo a fare i conti con noi stessi, a pensare se quello che volevamo l’abbiamo raggiunto, se abbiamo fatto del nostro meglio, se qualcosa avrebbe potuto andare diversamente…

Voglio tediare quindi, chi avrà voglia di leggere (nonostante gli anni ritengo di avere sempre “i miei 25 lettori”), facendo qualche pensiero ad alte voce su quelle che sono state le mie scelte quest’anno.

Ebbene quest’anno lo considererei un anno di vero e proprio esilio. Il 2016 per me è stato un anno di profonde delusioni per quanto riguarda il powerlifting, non tanto sportive (visto che qualche medaglia me lo sono portata a casa, anche se non lo dico ogni 5 minuti, e mi sono portato a casa anche il mio PR di panca di 160kg), ma dal punto di vista umano. Difficilmente avrei pensato anni fa, che un ambiente così piccolo potesse rivelarsi anche così infido.

Ho iniziato quindi il 2017 facendo una interessante esperienza facendomi seguire dai coach del Renaissance periodization per riuscire a migliorare le mie competenze nel seguire atleti che mirano a migliorare l’ipertrofia. Esperienza interessantissima e che ha sicuramente ampliato il mio bagaglio culturare.

L’allenamento della forza però continuava a chiamarmi. Iniziando a lavorare (un lavoro che mi piace molto ed è estremamente distante dal mondo delle palestre, vista la mia laurea in giurisprudenza) mi sono trovato in difficoltà nel continuare a seguire i miei soliti allenamenti e senza l’obiettivo di qualche gara mi sono trovato estremamente demotivato. Standomi anche ormai strette le palestre tradizionali, ho deciso di lanciarmi con coraggio in una nuova esperienza ripartendo da zero: l’allenamento a corpo libero.

Non dico di stare facendo calisthenic. Un po’ perché parto letteralmente da zero, un po’ perché se una cosa mi ha insegnato quest’anno è che chiudersi nelle definizioni è limitante. “Faccio powerlifting”. Bum. Tagli fuori un mondo di possibilità che si avrebbero con una mente più elastica. Faccio calisthenic. Bum. Ecco una marea di porte chiudersi.

Il mio percorso nel buddhismo e nello zen mi ha insegnato una massima bellissima. Un grande maestro cinese diceva “Un Buddha di argilla non può attraversare l’acqua; un Buddha di bronzo non può attraversare una fornzce; un Buddha di legno non può attraversare il fuoco”. Il succo del discorso è che se praticate con un obiettivo specifico, la pratica non sarà mai efficace. Se si guarda il mondo dell’allenamento in questo modo improvvisamente tutto può avere un senso e ogni obiettivo trova il suo posto senza pretese, perché il vero fine è semplicemente allenarsi perché ci piace farlo, senza vivere nella costante brama di dover dimostrare qualcosa agli altri. Voglio poter fare quello di cui ho voglia, semplicemente perché ne ho voglia. L’allenamento stesso è l’obiettivo.

Nel 2016 io ho vissuto all’opposto. Ogni allenamento di panca che facevo aveva il fine ultimo di dover dimostrare agli altri che se parlavo di forza, lo facevo perché ero in grado. Ogni persona che allenavo, la allenavo per dimostrare qualcosa. Posso ammettere che fare per dimostrare agli altri non è mai buono. Mi sono portato a 160kg di panca… ma fondamentalmente non ero felice.

Questo 2017  è stato un lungo viaggio per ammettere con me stesso che quello che pensano gli altri è totalmente irrilevante. Totalmente irrilevante. “Chi ha due pollici e se ne fotte di quante medaglie vincono gli altri?” Si, Bob Kelso. Ma anche io.

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Bob Kelso dice anche una cosa estremamente intelligente: “guardate nei vostri cuori e fate ciò che vi rende felici”.

Da questo punto di vista il 2017 è stato incredibilmente fruttuoso. Allenarmi mi rende felice. Anche se lo faccio nello sgabuzzino di casa con una sbarra da 10€ e con due anelli che, quando faccio i Muscle Up, rischiano di farmi ammazzare prendendo a testate la porta. Scrivere mi rende felice. E quest’anno, come gli anni precedenti, sono riuscito nella non facile pratica di pubblicare un articolo settimanale. Anche se quest’anno non ho preso medaglie, anche se quest’anno non ho fatto kg in gara, ho continuato a scrivere, una delle cose che amo di più. Non mi interessa insegnare a nessuno, questo sito è qui da anni perché io amo condividere e parlare di pesi. Nulla di più.

Quello che mi interessa è alzarmi la mattina e riuscire a fare cose che mi rendono felice, senza dover vivere con la stupida spada di Damocle dell’aspettativa altrui.

Questo quindi il mio augurio per il 2018: “guardate nei vostri cuori e fate ciò che vi rende felici”. Quindi seguitelo, senza paura del giudizio degli altri, perché la sera, quando spegnete facebook e  internet, tutto quello che pensate di essere, tutto quello che gli altri pensano di voi, svanisce come neve al sole. Rimanete da soli con voi stessi. E se quando siete lì non siete felici, perché fate quello che fate?

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