Il coraggio di partire – Discorso di inizio anno

Molti credono che il tempo sia come un fiume, che scorre lento in un’unica direzione. Ma io che l’ho visto da vicino, posso assicurarti che si sbagliano. Il tempo è un mare in tempesta!

Prince of Persia, Le sabbie del tempo

In quanto esseri umano noi abbiamo una percezione del tempo lineare, viviamo come se fossimo in un ascensore che può solo salire mentre noi ci guardiamo indietro vedendo i piani che scorrono inesorabili uno dietro l’altro. In quanto dimensione però, in linea teorica, anche nel tempo ci si potrebbe spostare proprio come si è liberi di spostarsi in una stanza. Non essendo possibile, al momento, possiamo solo percorrere la nostra vita, decisione dopo decisione, cercando di andare incontro alla trama che vorremmo. Proprio come nell’ultimo episodio di Black Mirror su Netflix, Bandersnatch.

In realtà noi in ogni singolo e preciso istante della nostra vita abbiamo la possibilità di rivoluzionare ogni singola cosa. Al protagonista del telefilm viene suggerito di compiere un omicidio, in modo da uscire dal percorso logico di scelte in cui è immerso e che non lo può che portare che in un’unica e ovvia direzione, ma nella nostra vita di tutti anche noi possiamo uscire dal percorso logico e dalla inevitabile ripetizione se questo ci rende insoddisfatti. Con qualcosa di più semplice e meno drastico di un omicidio: con il coraggio di voler cambiare.

Quest’anno ho voluto fare qualcosa di diverso dal solito discorso di fine anno, non ho voluto commemorare un anno passato, ma anzi, andare incontro al nuovo in modo diverso.

E’ come quando rimanete per ultimi dopo una festa, quando tutti se ne sono andati via. Si sono riaccese le luci, per terra è pieno di sporcizia, ma c’è silenzio là dove prima c’era rumore assordante e finalmente potete pensare, siete liberi di pensare. E voglio condividere con voi il mio pensiero, quello che questo 2018 mi ha insegnato.

E in questo momento di “fine festa” ho ripensato ovviamente all’anno passato, un anno che più degli altri ho speso alla ricerca. Quest’anno ho cercato tanto me stesso. Mi son cercato in giro per città dell’est Europa, tra i fiordi…

Non mi sono trovato. Eppure, come un personaggio di Hesse, ho trovato altro. Una connessione. Come se molti puntini della mia vita improvvissamente si unissero tra loro.

Forse è la natura umana, dobbiamo trovare un senso ad ogni cosa. Alla fine quella ricerca che molti di noi intraprendono, senza risultato, è essa stessa un trovarsi. Non trovi quello che vorresti, ma trovi altro.

Tutto comincia con un piccolo passo, perché il cambiamento fa paura.

Tutti hanno paura.
La paura uccide.
La paura ti impedisce di fare quello che vorresti, di inseguire quel sogno, di andare da quella ragazza e chiederle di uscire, di fare quel viaggio, di lanciarti e osare.
Paralizza. Ti fa sentire incapace di una cosa che faresti senza dubbio se solo non fossi trattenuto.

Però se trovi il coraggio di fare il primo passo, tutto si muove a cascata. Il punto è semplicemente avere il coraggio di scegliere una strada diversa da quella che le nostre abitudini ci direbbero di prendere. Se ci pensate, percorrere sempre la stessa strada, con gli stessi principi è rassicurante, ma anche la morte dell’anima.

Vai a trovare un’amica a Dublino.
Nel bar dell’aeroporto di ritorno ti rendi conto che viaggiare da solo non è poi cosi spaventoso come credevi.
Ti lanci e fai il tuo primo viaggio veramente da solo.
Una mattina entri una pasticceria di Budapest, prendi una fetta di torta Esterházy e ti ricordi di un corso di pasticceria che hai visto e lo prenoti prima ancora di finire quel pezzo di torta, perché hai sempre voluto saper fare dolci e hai sempre avuto paura di fallire. E così quello dopo, quello dopo.

Mi guardo indietro e vedo un 2018 con tante piccole tessere del domino che si muovono in massa, ramificate, partite tutto quando ho deciso di prendere davvero in mano la mia vita davanti ad una birra in un pub in aeroporto. È partito tutto da quella singolarità. E chi mi segue su instagram e magari si aspetterebbe post di pesi, oltre a vedermi fare delle gran verticali vede più che altro foto di me che mi dedico alla pasticceria e ai viaggi in giro per l’Europa. Tutte e due passioni nate da una singola decisione che ne ha trascinato altre con sé

Photo by Josh Sorenson on Pexels.com

Magari se continua così mi ritrovo davvero a Bake Off, oppure mi brucio il cervello e comincio a fare dolci proteici con il codice sconto FERLITOBESO10 su qualche sito di integratori. Magari mi dedicherò semplicemente a scrivere il mio secondo libro sull’allenamento che è quasi a metà e che sono quasi pronto ad annunciare. Magari farò carriera, cosa che tanto odio solo all’idea. Oppure tra un mese nemmeno continuerò il lavoro che sto facendo. Magari da febbrario ricomincio a fare corsi di allenamento in giro per l’Italia.
Chissà.

Ma poi non è, per quanto spaventoso, proprio questo il bello? Non sapere.

Nel trailer internazionale del nuovo Men In Black, Liam Neeson dice: “Ricorda sempre: l’universo ha il modo di portarti nel posto in cui dovresti essere, al momento in cui dovresti esserci”. Mi piace pensare sia così. Ed è interessante non sapere però cosa ci aspetterà, alla fine è anche quell’ignoto, quella paura, che dà un senso a tutto. Altrimenti che te ne fai di vivere se fosse tutto già scritto, chiaro, prevedibile?

Ecco quindi che quest’anno non voglio guardare all’anno passato e fare un vano resoconto della mia vita. Perché guardarsi indietro e giudicare è facile. E’ essere oggettivi il difficile. Darsi un parametro. Accettare i propri fallimenti e vedere invece dove si è fatto bene.

Mio padre ogni anno, quando toglievamo l’albero, lasciava all’interno una busta con una lettera, indirizzata a se stesso, con le sue speranze, i suoi obiettivi. Quest’anno farò lo stesso, così il prossimo anno, quando mi guarderò indietro, vedrò cosa voleva fare il me di ora. E lì saprò darmi un vero giudizio oggettivo su cosa io stia facendo della mia vita.
Il mio augurio per quest’anno appena iniziato è proprio questo. Abbiate il coraggio di far partire la prima tessera del domino. Perché quello che dovrebbe farmi veramente paura è rimanere fermi.

Personalmente non so dove mi porteranno le varie piste del domino che ho fatto partire. Alcune magari si incastreranno tra loro e non porteranno da nessuna parte. Altre, inaspettate forse, sfocieranno in vie nuove. Altre cadranno rovinosamente dal tavolo.

E se tutto dovesse fallire, spero solo di avere come sempre la forza di rimettere su tutte le tessere del domino e ripartire. Ancora. Anche se fa sempre dannatamente paura. perché magari devo ricominciare perché non ho ancora finito di cercare.


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